Lo sai che a Milano c’è un quartiere pieno di antichità romane?

Colonne di San Lorenzo

A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi sono grandi ricchezze e numerose sono le case nobili […] La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura. Vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle terme Erculee. I cortili colonnati sono adornati di statue di marmo, le mura sono circondate da una cinta di argini fortificati. Le sue costruzioni sono una più imponente dell’altra, come se fossero tra loro rivali, e non ne diminuisce la loro grandezza neppure la vicinanza a Roma.

Ausonio

Corriamo e non li vediamo: reperti romani intorno a noi

Sempre di corsa nel traffico cittadino e si fa presto a perdere di vista ciò su cui l’occhio curioso dovrebbe indugiare. Milano è fatta così: gli angoli più belli li ottiene per sé. Nei suoi cortili, in giardini apparentemente ordinari o dietro l’angolo di una tranquilla stradina. Perciò sono in pochi a sapere che esiste una Milano romana, fatta di reperti e antichità romane. Dai resti di un enorme anfiteatro (non molto più piccolo del Colosseo) a quelli del palazzo dell’imperatore, passando per il lastricato del cardo e del decumano che formavano il centro antico della città (il «vero mezzo», come diceva Leonardo Da Vinci). Il grosso delle rovine romane sono collocate fra piazza San Sepolcro (a un passo dal Duomo) e Corso Magenta, in una via che è uno scrigno pieno di tesori.

Civico Museo Archeologico

Corso Magenta, si è detto, è una via sorprendente. Ogni sua vetrina, ogni finestra e ogni traversa contiene qualcosa di eccezionale (ma questa è un’altra storia). È proprio da Corso Magenta che parte ogni itinerario archeologico romano che si rispetti: innanzitutto dal bellissimo – ma sottovalutato – Civico Museo Archeologico. Vi si può accedere gratis la prima domenica del mese, ma noi speriamo che vogliate pagare l’ingresso per sostenere questa bellissima istituzione. Collocato all’interno dell’ex Monastero maggiore di San Maurizio, già nel chiostro di ingresso potrete ammirare le stele funerarie e i resti della precedente antica villa romana. Oltre ai reperti del museo, la chicca sono le mura massimiane nel cortile che si uniscono ad una torre poligonale fatta di 24 lati. Guardando alla torre-campanile di San Maurizio, invece, stiamo guardando una delle antiche torri del circo romano.

Il Civico Museo Archeologico con una delle antichità romane: la torre del circo

Il Civico Museo Archeologico con una delle antichità romane: la torre del circo

Via Brisa e il palazzo imperiale

Proseguendo su Corso Magenta fino all’altezza della storica Pasticceria Marchesi, imboccando la bella via Brisa ci si trova di fronte alla meraviglia: i resti, a cielo aperto, del palazzo imperiale romano. Potete piazzarvi sopra il piccolo belvedere e leggere le guide sui cartelli, ma anche soffermarvi sulla tragedia degli scempi edilizi del secondo dopoguerra osservando i palazzi addossati alle rovine romane.

Ma torniamo al palazzo imperiale: siamo intorno alla fine del III secolo d.C., durante la tetrarchia dell’Impero romano voluta da Diocleziano. Milano diventa, con Massimiano Augusto, residenza imperiale per più di un secolo, dal 286 al 402 d.C. come capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Oltre alla nuova cinta muraria (le mura massimiane di cui parlavamo sopra), viene edificato il palazzo imperiale: occupava un intero quartiere ed era composto da strutture governative e palazzi amministrativi. Un passaggio permetteva l’accesso al vicino circo nominato nel paragrafo precedente e lungo più di 500 metri.

Le metafisiche residenze attorno alla Torre dei Gorani

Le metafisiche residenze attorno alla Torre dei Gorani

Il teatro dove oggi c’è la Borsa

Passate per via Gorani e attraverserete uno scenario di nuova realizzazione, quasi metafisico con le sue nuove residenze candide a contornare la bella Torre dei Gorani, una torre dell’XI secolo unica superstite del Palazzo Gorani. Proseguite fino a Piazza Affari, dove troviamo Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana.

Oggi nei seminterrati di Palazzo Mezzanotte (accessibile gratuitamente su prenotazione) si possono ammirare i resti del teatro romano, di epoca augustea (31 a.C. – 14 d.C.). Vero e proprio centro dinamico della città, era luogo di spettacolo e di aggregazione per i romani. Semicircolare e su due piani, poteva ospitare fino a 8.000 spettatori. Probabilmente rimase in attività anche in epoca medievale, usato per riunire l’Assemblea del Popolo. Fu travolto dalla furia distruttiva di Barbarossa nel 1162.

Il foro romano, centro della città

Chi l’avrebbe mai detto? A poche centinaia di metri dal Duomo si collocava quello che era il foro romano, nell’attuale Piazza San Sepolcro, dove si incrociavano il cardo e il decumano, le due strade maestre della Mediolanum romana. Può sembrare incredibile, ma il lastricato di queste strade è tutt’oggi visibile nella cripta della chiesa nella piazza: con un biglietto da 5 € si può accedere sia alla cripta sia al foro romano, poco distante (maggiori informazioni qui). Fra tutte le antichità romane, questa è forse la più affascinante: scendendo nella cripta della chiesa (uno spettacolo unico) arriverete a camminare sul lastricato solcato secoli or sono da migliaia di antichi romani. Addirittura potrete riconoscere i segni lasciati nel tempo dai carri. Uno spettacolo indimenticabile.

Bonus: aperitivo con vista

Il bonus che non ti aspetti: dopo tutto questo giro fra le rovine romane, il minimo che possiate fare è concedervi un aperitivo milanese. Scendete lungo via Torino fino all’altezza del Carrobbio (così chiamato da caruvium, in quanto luogo di passaggio dei carri che scendevano dal mercato). Sulla destra trovate il locale Pane e vino: concedetevi un aperitivo a uno dei suoi tavoli e ammirate, nel giardino interno, uno dei pochi tratti superstiti delle mura romane. Specialmente dopo il tramonto, con l’illuminazione serale, lo spettacolo diventa romantico e molto suggestivo.

Se dopo questo aperitivo non ne avete ancora abbastanza, uscite e dirigetevi nelle vicine Colonne di San Lorenzo: un bellissimo spazio dove la piazza è ricoperta di ragazzi seduti per terra intenti a bere birre economiche e cocktail potentissimi. Prendete una economica birra dal Baffo, lo storico baretto all’angolo, o dall’ancor più storico Rattazzo, e sedetevi per terra assieme alla folla ad ammirare le 16 colonne romane che resistono al tempo e alle intemperie per arrivare fino ad oggi. Le colonne sono in realtà l’unica testimonianza reale della Roma Imperiale, probabilmente provenienti da un tempio pagano, perché la loro disposizione attuale risale all’epoca medievale.

Colonne di San Lorenzo

Le Colonne di San Lorenzo

I resti dell’anfiteatro – e cosa ne sarà

Se avete ancora energie non potete perdervi l’anfiteatro – o quel poco che ne resta. Oltre la medievale Porta Ticinese, imboccando via De Amicis sulla destra, entrate al civico 17. Un po’ come accade nel quadrilatero del silenzio, sarà come entrare in un’altra dimensione: vi ritroverete immersi nel parco dell’anfiteatro, distanti dal traffico della cerchia del Naviglio.

Sfortunatamente anche in questo caso è rimasto poco: solo le fondamenta di una porzione dell’anfiteatro. Edificato a metà del I secolo d.C., era in origine un grande anfiteatro, più o meno delle dimensioni dell’Arena di Verona (pianta ellittica, lungo 155 metri e largo 125). Nel 539 cominciò ad essere distrutto e depredato dei suoi materiali per erigere, fra i tanti monumenti, anche la poco distante Basilica di San Lorenzo. Al momento è in progetto di “ricostruire” la struttura dell’anfiteatro con il verde: un progetto suggestivo che prevede la sistemazione di alberi, arbusti e siepi in modo da formare il disegno dell’ellissi dell’anfiteatro.

Il nostro giro è finito…

…ma naturalmente c’è molto altro che è rimasto fuori da questa breve passeggiata archeologica romana: le terme erculee, il Corso di Porta Romana, la Conca del Naviglio, il Mausoleo Imperiale di San Vittore al Corpo, la cripta di San Giovanni in Conca, e chi più ne ha più ne metta. Come sempre, una scoperta è sempre l’inizio di un viaggio più lungo.

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