Lo sai che a Milano ci sono almeno quattro case museo imperdibili?

La Sala Nera del Museo Poldi Pezzoli

Le case museo di Milano

Casemuseo è il nome del circuito che raccoglie quattro case museo di Milano, assolutamente magnifiche e imperdibili. In realtà Milano comprende, tra fondazioni e spazi visitabili, molte altre case museo degne di attenzione. Oggi ci dedichiamo alle quattro facenti parte del circuito Casemuseo:

  • Casa Museo Boschi di Stefano
  • Museo Bagatti Valsecchi
  • Museo Poldi Pezzoli
  • Villa Necchi Campiglio

Casa Museo Boschi di Stefano

Fra tutte, è quella che più di ogni altra restituisce realmente la dimensione di casa diventata museo. Probabilmente perché si tratta di un appartamento e non di una sontuosa, inarrivabile villa. Situata in via Jan 15, a un passo da M1 Lima e via Plinio, dal 2003 la Casa Museo Boschi di Stefano ha aperto le proprie porte al pubblico.

La casa museo, un tempo proprietà dei coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), è ad ingresso gratuito ed è chiusa il lunedì (maggiori informazioni sul sito). Lui era un ingegnere novarese assunto presso la Pirelli, dove aveva fatto carriera e brevettato il GIUBO (Giunto Boschi). Lei era milanese e, allieva di Luigi Amigoni, si dedicò soprattutto alla ceramica. Nella casa museo Boschi di Stefano sono esposte 300 delle oltre 2.000 opere della collezione, che è testimonianza dell’arte Novecentesca dagli anni ’10 agli anni ’60, inscrivibile in una passeggiata dedicata al Novecento. Dai dipinti di Boccioni agli arredi, tutto concorre a rendere questo luogo un gioiellino.

Villa Necchi Campiglio

Oggi è inclusa tra i beni in gestione al FAI ed è probabilmente la più bella fra le quattro. Villa Necchi Campiglio fu realizzata fra il 1932 e il 1935 dall’architetto Piero Portaluppi, con alcuni interventi successivi di Tomaso Buzzi, per Angelo Campiglio, la moglie Gigina Necchi e la cognata Nedda. Nella bellissima via Mozart, Villa Necchi Campiglio è un angolo di paradiso che sembra isolato dal mondo, con piscina e campo da tennis. Così come per i coniugi Boschi di Stefano, anche i Necchi Campiglio fanno parte della borghesia industriale, inventori anche della macchina da cucire Necchi.

Le visite guidate del FAI vi porteranno indietro nel tempo, in un viaggio attraverso il XX secolo. La villa è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18, il biglietto intero è di 10 € e vale il suo prezzo. Difficile raccontare a parole. Riprendiamo allora il motto del suo progettista: Faire sans dire, ossia agire senza stare a parlare.

Una delle quattro case museo di Milano: il Museo Poldi Pezzoli

Sala del Museo Poldi Pezzoli

Museo Poldi Pezzoli

Il museo Poldi Pezzoli è una delle case museo meglio conservate di tutta Europa, una vera eccellenza. Un passo indietro nella storia: la famiglia Pezzoli deve le proprie fortune ad aver ottenuto l’appalto delle tasse per il governo austriaco. La nascita dell’attuale casa museo si deve al discendente ed ereditiere Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che nel 1849 avvia il proprio progetto di collezione d’arte italiana con il preciso scopo di creare una casa museo.

Il museo aprì i battenti il 25 aprile 1881, in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano. Ad incantare non è solo la collezione ma anche la dimora, un vero e proprio capolavoro architettonico e decorativo, opera di Giuseppe Bertini e Luigi Scrosati, un viaggio di storia dell’arte. Fra i numerosi pezzi unici il museo contiene una nutrita quantità di armi antiche, di cui Gian Giacomo era appassionato, in un’armeria rivisitata da Arnaldo Pomodoro. Ma comprende anche una ricca collezione di dipinti rinascimentali, mobili d’epoca, porcellane, orologi e sfere armillari, oggetti preziosi, per una collezione di oltre 5.000 opere. Sicuramente un fiore all’occhiello per Milano.

È aperto dalle 10 alle 18, chiuso il martedì, il biglietto intero costa 10 €.

Case Museo: Museo Bagatti Valsecchi

Biblioteca; foto cortesia del Museo Bagatti Valsecchi

Museo Bagatti Valsecchi

Il museo Bagatti Valsecchi, di cui l’architettura e il cortile da soli valgono già la visita (in cortile si trova anche la Madonna del Ratt), nasce dalla collezione dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, baroni che nel tardo ‘800 cominciarono a ristrutturare la propria residenza in stile neo rinascimentale, ispirata a una dimora del Cinquecento lombardo, simile ai palazzi ducali mantovani. Oggi comprende una ricca collezione di opere d’arte, dipinti cinquecenteschi e mobilio di pregio. La fondazione venne costituita nel ’74, mentre risale al ’94 l’apertura del museo.

Sala delle Armi - Museo Bagatti Valsecchi

Sala delle armi; foto cortesia del Museo Bagatti Valsecchi

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