Lo sai che a Milano c’è Corso Magenta tutto da scoprire?

Corso Magenta è una lunga strada affascinante, a tratti una piccola Parigi, a tratti ricca di reperti romani, e con il Cenacolo Vinciano in fondo

Corso Magenta tutto da scoprire

Corso Magenta è una lunga strada divisa a metà da largo d’Ancona, in cui incrocia via Carducci. Da questo incrocio è simbolicamente divisa in due segmenti, il Corso Magenta di Levante e il Corso Magenta di Ponente. Il nostro preferito è quello di Levante, in cui Milano somiglia a una piccola Parigi ricca di bistrot e belle casine d’epoca, di musei e rovine romane. Ma anche la parte di Ponente non scherza: basti dire che qui si trovano la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (e l’Ultima Cena, ovviamente) e la Vigna di Leonardo. Andiamo dunque a fare una passeggiata alla scoperta delle attrazioni principali di questa bellissima strada, che ancora attende di essere valorizzata adeguatamente.

Pasticceria Marchesi

La storica Pasticceria Marchesi, del 1824

Scoprire le meraviglie di Corso Magenta

Arrivando in Corso Magenta da via Meravigli, la prima menzione d’onore va alla storica Pasticceria Marchesi del 1824 (ora proprietà di Prada) e al negozio di libri Taschen. Perdetevi tra i volumoni Taschen, poi lasciatevi corroborare da un robusto caffè e un delicato dolcetto da Marchesi, che ha bissato la propria presenza anche in Galleria. Dopodiché, prendete il piccolo vicolo accanto alla pasticceria per arrivare ad ammirare i resti del palazzo imperiale di Massimiano (qui la nostra passeggiata nella Milano romana).

I resti del palazzo imperiale di Massimiano

I resti del palazzo imperiale di Massimiano

Prima di proseguire, breve tappa nella limitrofa via Santa Maria alla Porta, dove sorge l’omonima chiesa, gioiello barocco valorizzato da una recente riqualificazione. Ciò che però vogliamo vedere, in questo caso, è en plein air e si trova alle spalle della chiesa: durante i lavori di restauro sono rispuntati i resti di una cappella semi-distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ora potete ammirare i resti e soprattutto camminare sul pavimento geometrico, di cui si erano perse le tracce ed è stato riscoperto. La cappella fu costruita appositamente per ospitare l’opera della Madonna del Grembiule.

Il piccolo Bistrò in Corso Magenta 9

Il piccolo Bistrò in Corso Magenta 9

Torniamo su Corso Magenta e troviamo una sequela di locali e localini strepitosi, alcuni ricchi di storia come De Santis, aperto nel 1982 e con un bis all’ultimo piano della Rinascente. Il solo arredamento rende il locale magico e affascinante. Ma il nostro preferito è il piccolo Bistrò: lasciatevi ispirare dalla lavagnetta esposta con le loro migliori proposte, con una ricca proposta gluten-free. Ma non lasciatevi rapire solo dal cibo: tante botteghe storiche, dalle drogherie alla Coltelleria Lorenzi, contribuiscono a rendere questa strada un compendio di milanesità. In generale, ogni angolo della via nasconde sorprese e indizi di meraviglia (nel cortile di Corso Magenta 29, per esempio, si trovano i resti di Palazzo Medici).

Pizza con pomodorini gialli da Zero

Pizza con pomodorini gialli da Zero

Proseguendo lungo Corso Magenta incontriamo la bellissima Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, di origine paleocristiana e ricostruita nel Cinquecento. Riccamente decorata da un ciclo di affreschi di scuola leonardesca, ci si riferisce ad essa come alla “Cappella Sistina di Milano“. Forse esageriamo un po’, ma il luogo è davvero stupefacente ed è recentemente tornato visitabile dopo un restauro di ben 25 anni! Accanto alla chiesa si trova il Civico Museo Archeologico, perfetto per una passeggiata nella Milano più antica. Se invece siete in cerca di un buon posto per cena, entrate in via Luini e provate la pizza del Cilento alla Pizzeria da Zero.

Continuando a percorrere Corso Magenta vi imbatterete nel bellissimo Palazzo Litta (controllate la programmazione teatrale o eventuali eventi: il luogo ospita spesso appuntamenti degni di attenzione!) e nell’affascinante via San Nicolao, che oltre ad ospitare l’omonima chiesa è anche sede degli headquarters di Luxottica. Arrivati all’altezza di largo d’Ancona non si può lesinare un aperitivo allo storico Bar Magenta, un appuntamento con la storia di Milano, né un giro alla vicina Libreria dello Spettacolo, dedicata al teatro, alle danze e alle performance in generale. Nelle vicinanze si trova anche il Cinema Orchidea, di cui da tempo si annuncia un restauro e un rilancio che ancora sfortunatamente devono essere attuati.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Corso Magenta di Ponente: dall’Ultima Cena a Casa Laugier

È vero, abbiamo spezzato la nostra lancia a favore del segmento di Levante, ma il tratto di Ponente non è sicuramente da meno. Anzi, è quello che attrae più turisti: la maggior parte per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il Cenacolo Vinciano e la Sacrestia Bramantesca che valgono da sole un viaggio a Milano. Accedere non è semplice né immediato: bisogna acquistare i biglietti in anticipo e si dispone di un proprio turno. L’esperienza di vedere l’Ultima Cena dal vivo è estremamente emozionante – e dobbiamo alla tenacia dei milanesi, che sotto la Seconda guerra mondiale ne ripararono la parete dai bombardamenti usando sacchi di sabbia, la sua preservazione fino ad oggi. Non dimenticate tuttavia di visitare la splendida chiesa, la Sacrestia Bramantesca e il chiostro con la fontana delle rane.

Dalla Fondazione Stelline alla Casa degli Atellani

Ci sono ancora cinque cose che valgono assolutamente il tempo in questo tratto di strada:

  • la prima pietra d’inciampo, in memoria di Alberto Segre, in Corso Magenta 55
  • Casa degli Atellani e la Vigna di Leonardo: aperti al pubblico dal 2015, si possono ammirare con una visita guidata che mostrerà anche il progetto voluto da Portaluppi (nell’edificio compare anche il suo motto, Faire sans dire)
  • il ricovero anti-aereo ancora indicato nella traversa via Caradosso, testimonianza della Seconda guerra mondiale
Ricovero anti-aereo di via Caradosso

Ricovero anti-aereo di via Caradosso

  • la Fondazione Stelline: risalente al 1515, si occupava dei Martinitt e delle Stelline, ossia gli orfanelli e le orfanelle causati dal passaggio delle truppe straniere dopo la caduta di Ludovico il Moro
  • Casa Laugier (1905-1906), all’angolo con piazzale Baracca, dal gusto vagamente viennese opera dell’architetto Antonio Tagliaferri, e al pianterreno la farmacia Santa Teresa, in stile liberty (arredi originali del 1910, fra cui vetrate dipinte e mobilio in legno della ditta Botticelli, in pieno art nouveau). Spiccano sulla facciata del palazzo le ceramiche con motivi floreali della ditta Bertoni.

Esplorate ancora

Corso Magenta non è che una delle arterie auree di un quartiere bellissimo. Basti vedere via Leopardi per farsi un’idea di quanti tesori siano ancora “nascosti” in zona. Come sempre, con Milano, l’importante è avere curiosità ed entusiasmo, ed esplorare dietro angoli fino ai quali non ci eravamo mai spinti.

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