Lo sai che a Milano c’è l’ossario di San Bernardino alle Ossa?

Una cappella con le pareti ricoperte di ossa, teschi, tibie. Uno spettacolo macabro e affascinante allo stesso tempo, fuso con il rococò dell'ossario.

San Bernardino alle Ossa

Una cappella con le pareti ricoperte di ossa, teschi, tibie. Uno spettacolo macabro e affascinante allo stesso tempo. Un ossario che a Milano diventa opera d’arte capace di ispirare modelli simili anche in altri paesi. Stiamo parlando di San Bernardino alle Ossa, una chiesa conosciuta – appunto – soprattutto per il suo ossario. Nota in precedenza come San Bernardino ai Morti, l’ossario risale al 1268, realizzato dalla Confraternita dei Disciplini – proprio da loro deriva la dedica a San Bernardino da Siena.

Particolare di San Bernardino alle Ossa

Particolare di San Bernardino alle Ossa

Il fascino macabro di San Bernardino alle Ossa

Entrando nella chiesa di piazza Santo Stefano e percorrendo il corridoio sulla destra si accede all’ossario, uno spettacolo inusuale ma affascinante. Le pareti e i soffitti sono ricoperti da centinaia di teschi, tibie e ossa in generale, usati come motivi ornamentali. Un misto di rococò e gusto macabro. Ma da dove vengono tutte queste ossa? La tesi più probabile è che provengano dal vecchio cimitero dell’ospedale del Brolo, quando venne soppresso su decisione dell’Ospedale Maggiore (che oggi è la vicina Università Statale) nel 1652. Nel 1738 re Giovanni V diPortogallo fu talmente colpito dalla cappella da trarne ispirazione per una cappella simile ad Evora, vicino a Lisbona: la Capela dos Ossos.

Particolare di San Bernardino alle Ossa

Particolare di San Bernardino alle Ossa

Particolari dell’ossario

Ma la leggenda vorrebbe che queste ossa provenissero dai martiri cristiani uccisi dagli eretici ariani prima di Sant’Ambrogio. Suggestivo, certo, ma molto improbabile. Più probabile che la soppressione degli ospedali e dei vecchi cimiteri, unitamente a un antico ossario del 1127, abbiano dato forma a quello che è oggi San Bernardino delle Ossa. Da notare anche la volta affrescata da Sebastiano Ricci nel 1695, Trionfo di anime in un volo di angeli, con la gloria dei quattro santi protettori, santa Maria Vergine, sant’Ambrogio, san Sebastiano e san Bernardino da Siena.

Informazioni per la visita

La visita è gratuita, l’ossario è aperto dalle 7.30 fino alle 12, poi dalle 13 alle 18. Il sabato e la domenica solo dalle 9 alle 12. Bonus track: meritano una visita anche la basilica di Santo Stefano in Brolo (dove venne assassinato il Duca Galeazzo Maria Sforza), la vicina Ca’ Granda che oggi ospita l’Università Statale, e in generale tutta l’area storica, detta del Verziere o Laghetto District (dal nome dell’associazione nata per valorizzare il luogo).

Se vi è piaciuto questo articolo e volete riceverne altri, potete iscrivervi alla nostra newsletter: genera felicità! Una volta alla settimana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: