Lo sai che a Milano c’è una zona chiamata NoLo?

Nord Loreto: in breve, NoLo. Zona di tendenza, compresa tra via Padova e via Ferrante Aporti. Quartiere multiculturale, popolato da famiglie e creativi.

Graffiti a NoLo

Nord Loreto: in breve, NoLo. Si tratta di una zona ormai di tendenza, della quale si parla molto e che ha aperto le porte di un quartiere finora passato perlopiù inosservato. La zona è quella compresa tra via Padova e via Ferrante Aporti, delimitata a sud da Loreto e a nord dalla ferrovia. È un quartiere multiculturale ad alta concentrazione di stranieri, dove da qualche anno a questa parte stanno mettendo sempre più le radici anche famiglie e creativi. Ciò che piace di NoLo è lo spirito comunitario, l’unità del quartiere e lo spirito da paese pur restando a Milano. Qui sopravvivono ancora botteghe e negozietti che altrove hanno ceduto il passo. E la gentrificazione non è ancora così pesante. Abbiamo fatto un giro per il quartiere per farci un’idea di cosa è composto e come si sta trasformando.

Lu Mieru, na vineria di via Venini a NoLo

Lu Mieru, na vineria di via Venini a NoLo

Come arrivare a NoLo

Il modo migliore, a nostro parere, è con il tram 1 che passa da Duomo e attraversa la parte ovest di NoLo (via Venini, piazza Morbegno), uno dei cuori pulsanti dell’area. Ma naturalmente si può anche venire in metropolitana (Loreto, Pasteur, Rovereto) e in bus (la linea 56 percorre viale Padova). Come abbiamo detto, la zona gode di un forte dinamismo, racchiuso fra le botteghe storiche di vecchi formaggiai e nuovi bar e locali. In piazza Morbegno, ad esempio, c’è il vivace Ghepensi M.I. (in milanese “Ci penso io”), che ha contribuito a dare nuovo slancio alla zona. E proprio piazza Morbegno è uno dei cuori di NoLo: bella e riqualificata da poco. Dove fa bella mostra di sé Casa Lavezzari di Giuseppe Terragni.

Gli angeli rosa che popolano i muri di NoLo

Gli omini rosa di Christian Aloi che popolano i muri di NoLo

La serendipità di NoLo

Ma a NoLo è bello perdersi. Vagare senza meta e lasciarsi incuriosire di fronte ad insegne di ristoranti peruviani, chiese cattoliche cinesi, vinerie alla spina (come Lu Mieru) e omini rosa (questi omini, opera di Christian Aloi, sembrano aver colonizzato i muri del quartiere, un po’ come i gatti a Parigi di cui parlava Chris Marker in Sans Soleil). C’è un negozio specializzato esclusivamente in pignatte, per esempio. Chi l’avrebbe mai detto? E poi ci sono le osterie, le trattorie di quartiere. Ci sono i prezzi modici di Osteria della Pasta e Fagioli, che dal 1975 è un baluardo della zona con la sua cucina pugliese. E poi c’è il Ghepensi M.I., con le sue birre artigianali, gli eventi ogni sera e una gran voglia di fare sempre festa. Da poco ha aperto i battenti anche NoLoSo, con il suo buonissimo spritz al sambuco e il brunch della domenica.

Il Ghe Pensi Mi in piazzale Morbegno

Il Ghe Pensi Mi in piazza Morbegno

Fra gli eventi, le nuove aperture e le storiche insegne

C’è il GiraNolo, per passeggiare insieme e scoprire la zona e le sue botteghe. C’è il SanNolo, festival musicale che ironizza Sanremo. Ci sono le bellissime colazioni di quartiere. Questo solo per citare alcune delle più belle iniziative della zona, che gode di un dinamismo culturale e creativo da attirare sempre più le attenzioni del resto della città. In via Oxilia c’è il bellissimo Cinema Beltrade, con una programmazione controcorrente e un calendario fitto di eventi. In zona resistono, accanto ai nuovi, le insegne storiche del panificio Storari, aperto dal ’65, e della sartoria Marsili. Ma anche gallerie d’arte e spazi contemporanei, come la galleria Gigantic di via Termopili e Fantaspazio.

Graffiti in una via di NoLo

Una forte componente dell’area è la sua comunità peruviana. In zona troverete più di un ristorante peruviano (come El ChorillanoEl Jibarito) e i profumi vi attireranno al loro interno, dove spesso troverete musica dal vivo e una gran voglia di stare insieme. E poi si trovano cinesi doc come il Tiglio, nato come via di mezzo fra ristorante cinese e spazio per l’arte, con proiezione di lungometraggi cinesi. Un piccolo gioiellino con un menù diverso dai soliti cinesi. E per restare in tema di cinesi di livello, come non menzionare l’ottimo Wang Jiao in via Padova? Onore anche ai baozi di Kungfu Bao, fra i migliori ravioli cinesi di Milano.

Il Mercato Comunale di Viale Monza

Il Mercato Comunale di Viale Monza

Si continua poi con negozietti e trattorie. La serendipità di NoLo comincia già dall’insegna del negozietto Serendipity, in via Battaglia. Qui in zona sopravvivono trattorie a buon mercato, come la Trattoria da Abele, nella parte est di NoLo. Per tornare nel solco della cucina pugliese è obbligatorio fare tappa alla Taverna dei Terroni. Si trova dentro il Mercato Comunale di Viale Monza, che dopo qualche anno di crisi ora sembra animato da una nuova energia. Qui troverete baretti con spazio all’aperto, fruttivendoli, macellai e angoli di vecchia Milano. A poca distanza dal mercato, restando su viale Monza, regalatevi un’esperienza nuova con un gelato alla Gelateria Etnica: qui troverete gusti decisamente inusuali, come enigma (zenzero, cannella e zafferano) e halo-halo, dolce filippino per eccellenza.

Il muro di graffiti di via Pontano

Il muro di graffiti di via Pontano

I graffiti di via Pontano

Tappa imprescindibile, al confine fra NoLo e il quartiere Turro, è via Pontano, che costeggia la ferrovia ed è diventata un vero museo a cielo aperto. Una sorta di “East Side Gallery” alla milanese, con graffiti bellissimi e murales che fanno bella mostra di sé ad ogni ora. Passeggiate lungo la via, fotografate i graffiti e arriverete fino alla storica Bocciofila Caccialanza in via Padova. Restando a cavallo fra i ponti delle ferrovie verso viale Monza, invece, troveremo in zona uno degli spazi di Talent Garden, da sempre ottimi scopritori di nuovi quartieri in via di rinascita (come lo Scalo di Porta Romana). Nei dintorni di Talent Garden non bisogna lasciarsi sfuggire Crazy Art – Antiquariato e follie, un luogo pieno di meraviglia e oggetti d’antiquariato che si alternano ad articoli insoliti.

Il Parco Trotter fra viale Monza e via Padova

Il Parco Trotter fra viale Monza e via Padova

Il Parco Trotter

Tappa obbligatoria al Parco Trotter. Nato come ippodromo all’inizio del Novecento, deve il nome alla Società del Trotter, ossia la Società Nazionale del Trotto. È stato utilizzato anche come pista ciclistica, motociclistica e automobilistica. Nel 1924 l’ippodromo fu spostato a San Siro dove si trova tutt’ora. Successivamente, qui il Comune istituì una scuola per bambini malati di tubercolosi (la Casa del Sole), che diventerà poi una scuola aperti a tutti, in parallelo con la minore incidenza della tubercolosi. Il parco è aperto al pubblico dagli anni ’70 e rappresenta il polmone verde della zona. Per la sua riqualificazione sono stati proposti molti progetti attualmente in fase di studio. Fate una passeggiata al Parco Trotter il sabato o la domenica pomeriggio per osservare la vita di un quartiere che sta diventando sempre più bello.

Via Padova

Poi tornate verso Loreto passando per via Padova, una delle strade più “complicate” di Milano che ultimamente si sta rivalutando, nostra ultima tappa nel giro in zona NoLo. Qui troverete panini falafel a 1 € da Karbush, pasticcerie straniere come La rosa di Tunisi e anche la sede di Fineco. In una traversa troverete l’imperdibile Salumeria del design. Da menzionare in zona il mercato rionale di via Termopili e gli economici Fledge (asiatico) e Al Gargano (pizzeria). C’è AssabOne, una delle gallerie che tiene in fermento la zona, e c’è la Torrefazione storica Corneli, che dal 1958 propone ai consumatori un ottimo caffè. Insomma, più di un buon motivo per riconsiderare via Padova.

Sicuramente tutto si può dire di questa zona ma non che sia priva di sorprese. Se vi è piaciuto questo articolo e volete riceverne altri, potete iscrivervi alla nostra newsletter: genera felicità! Una volta alla settimana.

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